"Il viaggiatore, come una nomade autosufficiente, ricusa il tempo sociale, collettivo e stringente, a vantaggio di un tempo individuale fatto di durate soggettive e istanti gioiosi voluti e desiderati. Asociale, misantropo, irrecuperabile, il nomade ignora la misura del tempo e funziona con il sole e le stelle, si istruisce con le costellazioni e il movimento degli astri nel cielo, non possiede orologi, ma un occhio animale esercitato a distinguere le albe, le aurore, le tempeste, le schiarite, i crepuscoli, le eclissi, le comete, gli scintillii stellari, sa leggere la materia delle nuvole e decifrare le loro promesse, interpreta i venti e conosce le loro abitudini. Il capriccio governa i suoi progetti in relazione ai ritmi della natura. Lui e il suo impiego del mondo, non conta nient'altro".
Filosofia del viaggio - Michel Onfray
Esiste quindi una filosofia del viaggio? E' possibile che dietro il comune atto di mettersi in viaggio oggi si nasconda appunto una filosofia?
Filosofia del viaggio - Michel Onfray
Esiste quindi una filosofia del viaggio? E' possibile che dietro il comune atto di mettersi in viaggio oggi si nasconda appunto una filosofia?
